Giugno 1, 2020 Arte e cultura

Botero: il legame con la Colombia


Perché iniziare la storia di un blog nella sua sezione Arte e Cultura parlando di Fernando Botero ed il suo legame con la Colombia, e non di un famoso impressionista o di un artista rinascimentale italiano?

Direi per diverse ragioni. Per cominciare è un artista molto amato dal grande pubblico e con uno stile assolutamente riconoscibile: magari si potrebbe non ricordarne il nome, ma se vediamo uno dei suoi dipinti, poi diciamo “ah, sì, è lui!”

L’ARTISTA E LE SUE OPERE

Ma è davvero un artista così “facile”? Per dare un’idea della sua poetica è davvero sufficiente dire che dipinge e scolpisce forme, e soprattutto donne, particolarmente rotonde? La risposta a  questa domanda l’ha data Botero stesso, in un’intervista divenuta famosa: “non dipingo donne grasse. Nessuno ci crederà, ma è vero. Ciò che io dipingo sono volumi. Quando dipingo una natura morta dipingo sempre un volume, se dipingo un animale lo faccio in modo volumetrico, e lo stesso vale per un paesaggio. Sono interessato al volume, alla sensualità della forma.” Ecco perché spesso, parlando di Botero, si usa l’espressione di dilatazione dei volumi. E’ un inno alla positività ed all’abbondanza, con un chiaro richiamo alla sua cultura di origine, poiché, in effetti, ancora oggi, in America Latina, bellezza e abbondanza sono sempre strettamente connesse.

I colori sono sempre tenui, rosa, verdi, azzurri, senza ombreggiature, quasi a richiamare atmosfere fiabesche. Ed anche qui vedo un forte legame con le sue origini colombiane.

Alla sua arte sono stati attribuiti anche molti significati più reconditi, quali la critica ad una società fortemente consumista, la proposta di un diverso canone di bellezza, ma in realtà i protagonisti delle sue opere non lasciano trasparire alcuna emozione o sentimento. Ma forse, e dico forse, la genialità di un artista si intuisce anche da quanto le sue opere si possano prestare a più interpretazioni e ad emozioni differenti.

BOTERO E L’ITALIA

Botero è anche un pittore che ha un forte legame con l’Italia e, quindi, nel nostro paese potrà essere relativamente facile vederne una mostra personale (ce n’è stata una lo scorso inverno a Bologna, una due anni fa a Verona, io stessa ne vidi una a Palermo credo quattro anni fa) o recarsi in Versilia, precisamente a Pietrasanta, dove l’artista ha una casa-studio e dove ha realizzato due affreschi per la Chiesa della Misericordia, oltre a diverse sculture, per vedere alcune delle sue opere più bizzarre, per poter apprezzare dal vivo la sua arte. E così potrete vedere e sentire da soli quali sensazioni e pensieri i suoi lavori vi suscitano.

IL MUSEO BOTERO A BOGOTA’

Infine, è senza dubbio, direi, il più famoso pittore colombiano e, come sapete se avete già sbirciato un po’ sul blog, oppure fatelo adesso!, la Colombia è una delle mete che più ho amato in assoluto e quindi mi fa piacere ricollegarmi a quella destinazione.

Ecco perchè ne posso approfittare per darvi qualche indicazione sul suo Museo di Bogotà. E’ situato all’interno della Candelaria, il centro storico di Bogotà, in un bel palazzo coloniale, con patio, fontane e tanto verde. Il Museo è nato per forte volontà dell’artista che ha donato un’enorme collezione, di oltre 200 opere, al Banco de la Repùblica, affinchè venissero esposte, con l’unica condizione che il museo fosse gratuito.

Troverete moltissime opere di Botero, compresa la famosa e “morbida” Monna Lisa all’età di dodici anni”, ma anche soggetti campestri, nature morte e sculture, come “El gato” o la mano gigante che vi accoglierà all’ingresso.

Un’altra parte della raccolta donata da Botero comprende opere a lui appartenute di artisti di primissimo piano: Braque, Dalì, Chagall, Picasso: insomma, il gota dell’arte del Novecento.

Potete ben immaginare come questa donazione sia stata considerata, probabilmente a ragione, il regalo più grande che un colombiano abbia mai fatto al suo paese natale, ad ulteriore testimonianza del forte legame dell’artista con la sua terra natìa, che ampiamente ricambia, tributandogli l’onore di essere uno degli uomini più amati dalla nazione.

Infatti, nonostante Botero abbia vissuto gran parte della sua vita fuori dalla Colombia, egli stesso dichiara di sentirsi “colombiano fino all’ultima cellula”, ed è orgoglioso sia del museo di Bogotà , che di quello di Medellìn, che definisce due sue creazioni, le sue più grandi soddisfazioni: così ho l’impressione di aver fatto qualcosa per il mio paese, dice.

Il museo non è enorme, che, a mio parere, è un vantaggio, perché si visita in un tempo relativamente breve, consentendo di mantenere sempre viva l’attenzione e potendone così godere pienamente.

Un vero piccolo gioiello, probabilmente davvero la perla più preziosa della Candelaria.

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